Il futuro della Pubblica Amministrazione non è più un’ipotesi lontana, ma un percorso concreto che ha mosso passi importanti proprio qui, tra le mura del TERMINAL – Terre d’Argine Innovation Lab.
Nei giorni scorsi abbiamo ospitato “Obiettivo comune 2026-2027”, un percorso formativo strategico organizzato dall’Unione delle Terre d’Argine e rivolto al personale degli Enti del territorio. Il tema al centro del dibattito? Una sfida epocale: trasformare l’Intelligenza Artificiale da “invenzione” a vera e propria innovazione organizzativa.
Non solo tecnologia, ma un nuovo modo di lavorare
Come sottolineato durante l’incontro, l’integrazione della GenAI (Intelligenza Artificiale Generativa) non è un semplice aggiornamento tecnico. Non si tratta di “aggiungere uno strumento”, ma di ridisegnare i processi.
“La GenAI non è una tecnologia che si introduce, è una tecnologia che trasforma il lavoro mentre viene usata.”
Queste le parole di Francesco Raphael Frieri, Direttore Generale di Lepida ScpA, che insieme ai direttori Lorenzo Fabbricatore e Manuela Gallo, ha guidato la giornata di lavori. Quando i modelli fondazionali entrano nella macchina amministrativa, cambiano tutto: dal modo in cui si scrivono i documenti alla qualità delle decisioni, fino alla costruzione di un vero e proprio “capitale semantico” della PA.
L’evento ha visto la partecipazione attiva dei vertici del territorio, a dimostrazione di quanto l’Unione creda in questa transizione:
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Daniele Cristoforetti, Direttore Generale dell’Unione;
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Daniela Tebasti, Sindaca di Campogalliano e membro del CdA di Lepida;
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Enrico Diacci, Sindaco di Novi di Modena.
La loro presenza ha ribadito un concetto fondamentale: governare l’IA significa dare più autonomia alle persone e aumentare la responsabilità manageriale, senza farsi spaventare dalle aspettative iniziali che spesso si scontrano con la pratica quotidiana.
In questo contesto, il Terminal si conferma il luogo d’elezione per l’ascolto e la sperimentazione. Grazie alla partnership con esperti come quelli di Lepida, la tecnologia viene “tradotta” per diventare utile, sicura e funzionale ai bisogni dei cittadini e dei dipendenti pubblici.













